La fobia è una porta chiusa…

Lucia ha la fobia dei topi. Dopo averle chiesto di descrivere a lungo il topo di cui ha fobia (dimensioni, caratteristiche, etc.), le chiedo di concentrarsi per sentire quali emozioni questa descrizione le suscita. La sua paura è dovuta al fatto che i topi si possono – dice lei – infilare dappertutto. Avendo ormai conquistato una buona consapevolezza, ad un certo momento ricorda un episodio di quando era piccola: ha due anni e si trova con alcuni familiari vari in una stanza, ad un tratto tutti cominciano ad agitarsi, le voci diventano tese e acute perché si è scoperto che il ciripà è rosicchiato da topi. Qualche urlo – «Ci sono i topi!» – ed inizia una ricerca affannosa ed agitata. Lucia si sente attraversata (anche adesso nel raccontarlo) da un brivido di freddo e da sensazione di terrore. Quando le dico di rimanere nella scena del ricordo, ma con la bacchetta magica e scegliendo una persona che le possa stare vicino, ella non trova – nella stanza del ricordo – nessuno dei presenti da cui poter ricevere calore. Le dico di ricorrere ad una persona presente nella sua vita attuale, ma sente una lotta forte perché ha molta paura di lasciarsi andare alla sensazione di ricevere calore. Quando lo accetta, il brivido di freddo si scioglie, a poco a poco comincia ad avvertire il calore. Le chiedo in quale parte del corpo sente maggiormente il calore, lei risponde che ha sentito la sensazione forte e liberante del bacino che comincia ad aprirsi. Le dico di assaporare queste sensazioni. Quando vedo il suo corpo placato, le chiedo come va e mi risponde: «Sento il mio corpo caldo, in alcune parti come fosse la prima volta. E mi sono adesso chiare tante situazioni della mia vita affettiva attuale». La fobia è sì una porta chiusa, ma quando si riesce ad aprirla si entra in un mondo (o, meglio, in un corpo) di calore e di forza che dà (o ridà) il senso di integrità e di pienezza.

Giovanni Salonia, L’angoscia dell’agire tra eccitazione e trasgressione. La Gestalt Therapy con gli stili relazionali fobico-ossessivo-compulsivi in G. Salonia,V. Conte, P. Argentino, Devo sapere subito se sono vivo. Saggi di psicopatologia gestaltica, Ed. Il pozzo di Giacobbe, pagg. 218-219





Etichette: