Pausa e contatto…


Leggere la fatica della relazione e la sofferenza interiore in chiave ermeneutica, significa dunque essere aperti al dialogo con il pensiero altrui, disposti ad ascoltare e a ‘distruggere’ il nutrimento offerto dall’altro. Ma vuol dire soprattutto porsi dinanzi al disagio del paziente rimanendo capaci al contempo di compagnia e di pensiero, di contestualizzazione e di dedizione al ‘singolo’, di comprensione del corpo e di creatività della parola, di percezione del kairos e di rispetto dello scorrere sempre uguale di kronos, di cammino verso il contatto e di intendimento del valore decisivo della pausa. 
Antonio Sichera

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