Sintomo come appello alla relazione…


Per il terapeuta della Gestalt, “il sintomo è un appello alla relazione”, in quanto  esprime l’intenzionalità e l’impossibilità di dire all’altro la propria sofferenza e di raggiungerlo. Nella terapia familiare, il sintomo del singolo non è un fatto a se stante ma rimanda alle trame relazionali della famiglia: esprime, infatti, un adattamento creativo (anche se sofferto e disfunzionale) ai disagi della famiglia. 
Se, ad esempio, un bambino non può arrabbiarsi a casa perché qualcuno o tutti si sentono in disagio con la rabbia, cosa può fare il piccolo se non adattarsi creativamente all’ambiente e rivolgere la rabbia contro se stesso, esprimendo, ad esempio, la sua sofferenza attraverso un sintomo psicosomatico?  
E nel sintomo, è racchiusa anche la direzione del cammino di crescita della famiglia, e cioè il prossimo passo del ciclo vitale verso dove la famiglia può – deve – andare. Proprio per questo, si può affermare che il sintomo svela anche il bisogno di essere sostenuti, cosa che tutti i membri della famiglia, in modo più o meno chiaro, avvertono in questa fase del loro cammino di crescita. 
Giovanni Salonia


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