Essere-tra…


L’esistere di ogni cosa (animata e inanimata) è sempre un esistere ‘tra’ altre cose. L’esser-ci si dà sempre come esser-ci-tra altri esser-ci (in questo senso si parla della inevitabile mondanità di ogni esistere: in-der-Welt-sein). Essere creature/creati coincide con l’essere perimetrati: ogni confine ‘tra’ delinea l’identità di una cosa nel momento stesso in cui la distingue e la separa dalle altre.
La preposizione ‘tra’, infatti, a differenza di ‘con’, descrive con maggiore puntualità le condizioni esistenziali dell’esser-ci. L’uomo è un essere-tra. E ciò non solo riferendosi all’antica riflessione greca – quel metaxù (‘tra’) gli dei e gli animali – ma includendo anche le categorie a priori dello spazio (si esiste occupando uno spazio e confinati da altri corpi) e del tempo (ogni presente è sempre collocato tra l’attimo precedente e quello successivo), fino a raggiungere il senso di appartenenza (esser-ci-tra-noi o esser-ci-tra-loro).
Giovanni Salonia

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