Una cultura della relazione…


Dalla consapevolezza di chi è l'adolescente di oggi e di quali sono i suoi vissuti vanno pensati i modi per raggiungerlo. Ma questo è il primo passo: la consapevolezza da sola non è sufficiente. I comportamenti individuali non sono una mera risposta lineare e deterministica, per cui non ha senso una attribuzione semplicistica di colpa… è necessario oggi ripensare al compito educativo, utilizzando chiavi di lettura inedite, come d'altronde nuovo è il mondo che viviamo, per la prima volta insieme ai nostri ragazzi.
Avere una cultura della relazione, passare dall'attenzione ai contenuti all'attenzione ai processi appartiene già da decenni alla psicologia sistemica/relazionale. Sappiamo che pensare in termini relazionali significa non parlare dell'adolescente difficile ma di una relazione difficile o, ancora meglio, della difficoltà che io ho con lui.
Valeria Conte

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