La funzione-es del sé nel corpo-famiglia…


Tenendo presente che la funzione-es in GT riguarda il corpo – nell’accezione di identità intima – è necessario sottolineare che i disagi hanno una chiara matrice corporea. Di fatto sono i cambiamenti che accadono nei corpi ad attivare vissuti nuovi ed esperienze inedite, determinando i passaggi delle fasi del ciclo vitale. Il corpo, modificandosi, propone un nuovo compito evolutivo: la ri-elaborazione e la ri-definizione dei confini dell’identità e delle modalità relazionali. Nel lavoro con le famiglie, dunque, il terapeuta della Gestalt vede i  segni e i disagi del cambiamento nei corpi dei membri della famiglia. Le difficoltà di transizione verso una nuova fase del ciclo vitale si rendono, infatti, visibili sia nel corpo di chi sta cambiando sia nei corpi degli altri familiari che, provocati da tale novità, cercano di evitarla o di ostacolarla. […] È appunto quando il sé-famiglia non riesce a comprendere il disagio che vivono i corpi della famiglia che esplode il sintomo, spesso in  un solo membro della famiglia. Lo specifico del lavoro con le famiglie sta nel fatto che le difficoltà di un membro della famiglia (un figlio che sta male) verranno lette come una figura che emerge dallo sfondo dei disagi di tutta la famiglia (e cioè, vissuti non elaborati, confusi o rigidamente conflittuali). Per la GT, infatti, il ragazzo sta male perché non trova nella famiglia (e precisamente nelle figure genitoriali) il sostegno specifico di cui ha bisogno per crescere.  In questa prospettiva, quindi, la terapia deve focalizzare i vissuti di tutti i membri della famiglia, che di fatto è lo sfondo esperienziale da cui sta emergendo il disagio.
Giovanni Salonia


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