Pinocchio: Un cuore buono e tanta audacia…


[…] Il mistero svelatoci dalla Fatina della storia di Pinocchio, è l’avere un cuore buono. La Fatina ci consegna la regola delle regole, svelandoci che la relazione, “il cuore buono”, crea corpi umani, le regole senza relazioni, invece, creano burattini. Le regole che rendono burattini sono quelle fredde, senza relazione che nascono dalla paura, dalla dipendenza. La ribellione evolutiva, quella “calda”, nasce da una relazione e si configura come ricerca audace e necessaria della propria libertà e come assunzione del rischio di fallire e di sbagliare che ci fa uomini incarnati, ossia con un corpo. Da sempre abbiamo amato Pinocchio ed oggi lo amiamo ancora di più, poiché ne abbiamo scoperto il segreto: de te fabula narratur, di noi parla Pinocchio! Dei nostri conti che non tornano, delle nostre audacie mancate, delle esperienze di libertà temute, delle nostre noie per i rischi non corsi, delle docilità impaurite… Ecco perché Pinocchio ci diverte, ecco perché siamo in ultima analisi dalla sua parte e gli facciamo l’occhiolino incoraggiandolo a trasgredire. Vogliamo recuperare i nostri prati sognati ma non giocati, le birichinate desiderate ma non compiute e pure qualche Fatina che ci è mancata. Chissà, forse la saggezza da consegnare ad ogni bambino (a cominciare dal Pinocchio che abita dentro di noi), è quella di augurargli un cuore buono e tanta audacia. Solo così, forse la sua anima, guadagnerà il suo corpo…
Giovanni Salonia

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