Le parole danno nome all'esperienza…


Insegnare troppo presto ai bambini il nome delle cose e delle esperienze rappresenta una contraddizione insopportabile: se le parole, infatti, hanno il compito di dare nome alle esperienze, come possono essere apprese prima dell’esperienza? […] Nel paese delle meraviglie di Alice, nascono parole nuove: “stranissimissimo”, “fruttificare”, la “poesia de Topo”.
[…] Di fronte al linguaggio dei bambini (e dei folli) il nostro impulso immediato è quello di correggere, decriptare, e ricondurre alla normalità. Senza accorgerci che queste operazioni di adultizzazione (se non esiste questo sostantivo, Alice ci dà il permesso di inventarlo) non fanno altro che svuotare le parole. Paradossalmente stare con il non senso ci restituisce il senso profondo dell’esperienza e dà parola all’esperienza stessa. 
Solo lasciandoci stupire dalle “stranissimissimamente” sorprendenti parole dei bambini, li incontreremo veramente. 
Giovanni Salonia

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