Il potere della relazione…


Solo davanti ad un altro e dentro una relazione che si costruisce insieme, il corpo ritroverà la parola e la parola emergerà dal corpo e ci si muoverà alla ricerca di altri corpi che parlano parole corporee: la freccia ritroverà la direzione e sentirà rinascere l’energia “giusta” che le farà raggiungere il bersaglio. Per il terapeuta è compito mai prevedibile nelle sue infinite declinazioni offrirsi come “grembo” che accoglie l’amore e l’odio, il terrore e l’estasi per ripristinare i percorsi interrotti verso la ricerca di un’esistenza “luminosa”.
Ridare il potere alla relazione (non al paziente) significa apprendere che non è l’organismo che si autoregola (come pensavano gli Umanisti nella fase euforica della società narcisista), ma è la relazione che si autoregola.
La guarigione può accadere ma non è in nostro potere: a noi è dato il compito di creare il clima, di essere Ambiente/Presenza contenitrice e chiarificatrice, testimoni attenti.
Giovanni Salonia 


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