Vissuti corporei come ‘sentire’ il proprio corpo


Ogni parte del corpo desensibilizata o contratta è correlata ad emozioni  bloccate, la cui consapevolezza creerebbe ansia. È ovvio che ogni emozione che non può aver voce crea un disagio psichico sia a livello e personale che relazionale. Vivere il proprio corpo significa anche ‘sperimentare’ freddo, dolore, piacere, fame, stanchezza, bisogno di ingerire e di espellere, voglia di abbracciare ed essere abbracciati., avvertire i segnali dei nostri bisogni primari. Può essere bloccata o distorta la percezione dei bisogni fisiologici (da quelli della fame alla sessualità) perché le parti del corpo coinvolte sono contratte o desensibilizzate: il soggetto, in questi casi, non riesce a vivere ed  esprimere i propri bisogni con  spontaneità fisiologica. Quando questo accade , il corpo li urla (con il dolore e con la malattia) e si smarriscono elementi importanti della propria  identità, inevitabilmente “corporea”. Non poche delle sofferenze che opprimono la condizione umana oggi (disordini alimentari, tossicodipendenze…) nascono e si esprimono proprio nell’incapacità di avvertire e decodificare i segnali dei bisogni del corpo.  
Giovanni Salonia


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