Come L'acqua...


È il mondo della intersoggettività che viene giustamente enfatizzato nel libro che si costruisce in ogni momento di incontro, in cui si cerca di comunicare con l’altro inferendo le sue motivazioni e le sue intenzioni. Ma l’incontro non significa soltanto sintonia e condivisione […], esiste sempre la possibilità di recuperare e riparare il fallimento nello scambio reciproco, purché si stia attenti all’altro e non ci si irrigidisca nelle proprie posizioni. Anzi la riparazione crea nell’adulto e nel bambino la fiducia che si possono superare i momenti di impasse e le incomprensioni che possono verificarsi ripetutamente nel corso dello sviluppo.
Dalla prefazione di Massimo Ammaniti


Si esce dalla lettura di Come l’acqua… con delle sensazioni forti, come quando si viene fuori da uno di quei fiumi rigeneratori presenti in ogni cammino di iniziazione. Il corpo che vibra e le gocce che giocano sulla pelle narrano dell’acqua che scorre, della dolcezza del fluire ritrovato, della forza che proviene dagli argini, dell’impeto come energia che attraversa gli ostacoli. […] Ogni nota di questo canto, ogni mossa di questa danza si incarna e si esprime in quella che il libro chiama «dimensione corporeo-uditivo-oculare», felice sintesi linguistica e fenomenologica dell’intercorporeità, che del nostro esserci-nel-mondo e del nostro prendere-forma è matrice e luogo primario.
Dalla Postfazione di Giovanni Salonia

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