Per un'ermeneutica della narrazione...


[…] Il bambino che si affaccia sul mondo e che inizia a narrarlo non ha a disposizione altro che le parole della madre, quelle che ha ricevuto come in dono da lei e nelle quali è rimasta impressa la sua orma. Mentre l’atto poetico materno ri-crea il linguaggio, la narrazione infantile rimaneggia il deposito già fissato. Da un punto di vista psicologico: perché è il legame con la madre che viene metaforicamente proseguito dal bambino che si avventura nel mondo: le parole materne sono un sostituto della presenza di lei, una forma di rassicurazione, la partecipazione ad una langue relationnelle, dove l’esigenza di contatto prevale sul sistema. 
Antonio Sichera

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