Gestalt Therapy hcc Kairos

lunedì 18 settembre 2017

Il discernimento è vero se tiene conto di sensazioni, emozioni, pensieri…

Ogni processo di discernimento deve quindi prendere le mosse dal focalizzare la compresenza dei tre livelli di funzionamento della scelta (sensazioni, emozioni, pensieri) e il loro inserirsi nella globalità della persona. Quanto più questi livelli saranno presenti, tanto più le scelte saranno quelle che portano la persona alla pienezza. La trascrizione psicologico del cervello uno-trino si trova nella teoria del sé della Gestalt Therapy, che asserisce che ogni persona ha una funzione- Es che la mette in contatto con il mondo delle sensazioni e delle emozioni, una funzione-Personalità che connette quello che si sente adesso con la propria storia (il sé autobiografico di Damasio) e una funzione-Io: ossia il decidere, quell’utilizzare le informazioni che vengono dalle altre due funzioni per un adattamento creativo, una strada nuova di integrazione e pienezza. Ad esempio una persona diabetica di fronte ad un dolce sente l’attrazione (funzione-Es), ma sa di essere diabetico (funzione-Personalità) e dopo il polemos tra queste due funzioni (di cui nessuna deve essere zittita) si accorge che emerge una scelta creativa che integra il vecchio (“chi sono”) e il nuovo (“cosa voglio”) in una novità più saggia anche se, a volte, forse un po’ più triste.


Giovanni Salonia, Gustare per decidere. Percorsi francescani di discernimento, in AA.VV. Noi, però abbiamo un sogno. Dall’Amoris Laetitia nuovi stili di umanizzazione nella Vita consacrata, Conferenza Italiana Superiori Maggiori, Roma 2017, pagg. 70-71



giovedì 14 settembre 2017

Nessun cogenitore vince e nessuno perde…

 La logica cogenitoriale salvaguarda anche dalla univocità del pensiero, anzi richiede che non ci si impantani nelle stagnazioni del pensiero unico, dato che il femminile e il maschile – nelle visioni educative – hanno sfumature e colori diversi: se il maschile è proteso verso il divenire e il femminile verso l’esserci, custodire l’esserci e far crescere il divenire sono due polarità che comunque devono essere co-presenti nell’educazione del figlio. Ritornando al nostro esempio didattico, il fatto che un genitore assuma una o l’altra prospettiva deve avvenire sempre nella consapevolezza che la prospettiva dell’altro cogenitore  è indispensabile: qualunque sarà l’ora scelta per il rientro della figlia, il processo decisionale sarà stato una valida esperienza relazionale di confronto con le diversità, che assumerà anche valore di modelling per i figli (al di là del loro facile schierarsi con il genitore più propenso al divenire che al custodire). In tale impostazione nessun cogenitore vince e nessuno perde: volendo comunque usare un riferimento alla lotta, chi vince è la crescita del figlio e l’educazione al confronto con le diversità come modalità relazionale indispensabile della casa e della città. Sono esperienze e modalità non facili, certo, da realizzare, ma necessarie per una sana crescita dei figli e per il futuro della polis.

Giovanni Salonia, Verso un nuovo stile di cogenitorialità. La prospettiva gestaltica, in Aluette Merenda (ed.), Genitori con. Modelli di coparenting attuali e corpi familiare in Gestalt Therapy, Cittadella Editrice, pagg. 119-120



lunedì 11 settembre 2017

Dolce Nelly...




Con grande dolore ti accompagniamo ovunque tu sei e porteremo sempre nel cuore il tuo sorriso pieno 
di luce e di vitalità 



Quando Narciso chiude la terapia…

A livello di ciclo di contatto sarà ripristinata:
- la capacità di consegnarsi al ‘contatto finalmente’;
- la percezione della diversità (dell’alterità e della biografia) non come ostacolo.
A livello di post-contatto, si sarà sviluppata la capacità di:
-  vivere il rifiuto dell’altro come rispetto dell’alterità che non nega vicinanza;
-  sentire se stesso e le proprie esperienze come uniche ma non come ‘le’ uniche;
- sperimentare la differenza tra la ricerca della grandiosità (fuori dal corpo) e la ricerca della pienezza (che segue la sensazione di integrità nel proprio corpo);
-  vivere la dipendenza, saper chiedere senza sentirsi umiliati;
- condividere obiezioni e non sottrarsi al confronto;
- sentire l’energia di esperienze che ha sempre cercato di evitare: la fragilità, la ferialità;
- l’imbarazzo di entrare in contatto con parti infantili di sé.
L’ex-narcisista lascia lo studio del terapeuta con gratitudine. Ha abbandonato il sogno-a-due (o ‘per pochi’) del quale era prigioniero, è diventato disponibile a costruire assieme agli altri il sogno della compagnia degli uomini accogliendo e condividendo limiti e grandezze dell’esistenza nella gratitudine e nel confronto, nella tenerezza e nell’umiltà. Si sente più triste – una tristezza molto diversa da quella depressiva che sperimentava alla chiusura dei sipari eal termine degli applausi – ma più saggio, più solo ma anche più capace di sentire la vicinanza degli altri ‘soli’ con cui condividere l’esperienza dell’incontrarsi come corpi (e non come ombra).


Giovanni Salonia, Pensieri su Gestalt Therapy e vissuti narcisistici, in G. Salonia,V. Conte, P. Argentino, Devo sapere subito se sono vivo. Saggi di psicopatologia gestaltica, Ed. Il pozzo di Giacobbe, pag. 179




giovedì 7 settembre 2017

I genitori devono, per educare, saper rimanere seduti sul trono…

Nella famiglia la funzione-Personalità dei corpi dei genitori determina il clima relazionale e la salute psichica dei suoi membri: anche nei momenti più difficili i loro corpi offrono ai corpi dei figli contenimento e sostegno. Ecco perché, più che insegnare o spiegare ai genitori come ci si comporta da genitori, è necessario aiutarli ad entrare in contatto con il loro corpo genitoriale. La funzione-Personalità dei genitori, a propria volta, si declina su tre livelli che devono essere tenuti distinti perché svolgono compiti differenti: la funzione-Personalità dell’essere-coppia, la funzione-Personalità dell’essere-genitori e, infine, la funzione-Personalità dell’essere-cogenitori. L’essere-coppia, l’essere-genitori, l’essere-cogenitori sono tre livelli della funzione-Personalità, dei quali solo il primo (essere-coppia) può cessare di esistere, mentre gli altri due rimangono per sempre. La funzione-Personalità dell’essere-genitore è una condicio sine qua non della crescita sana dei figli. Direbbe scherzosamente Winnicott: i genitori, per educare, devono restare seduti sul trono di genitore anche quando i figli, specie nell’adolescenza, si ribellano. Il prendersi cura genitoriale crea una spontaneità-di-cura certamente altra rispetto alla spontaneità amicale o paritaria. Quando un papà gioca con il figlio, si diverte anche se ha un pensiero in più e sta attento che il figlio non si faccia male. Pensiero questo che il figlio non può (e non deve) avere nei confronti del padre.

Giovanni Salonia, Danza delle sedie e danza dei pronomi. Terapia gestaltica familiare, ed. Il Pozzo di Giacobbe, Trapani 2017, pagg. 59-60