Gestalt Therapy hcc Kairos

venerdì 15 dicembre 2017

Ripristinare o costruire la funzione-Personalità cogenitoriale….



Vista la centralità decisiva della cogenitorialità per la crescita sana dei figli, l’obiettivo primario – il primo progetto terapeutico – del lavoro gestaltico con la famiglia sarà dunque quello di ripristinare o costruire la funzione-Personalità cogenitoriale. Nella prospettiva della GT, la cogenitorialità – lo ribadiamo – per quanto a livello terminologico possa richiamare altri approcci, si differenzia nella sostanza per il suo radicarsi e fondarsi sulla corporeità o, meglio, sull’intercorporeità. Il focus del nostro intervento non poggia dunque sui comportamenti, sui ruoli, sul sistema, ma sui vissuti corporeo-relazionali di ogni membro, che sono l’origine della qualità dei rapporti in famiglia. Si può affermare che ogni disagio psichico di un figlio rimanda a delle precise disfunzioni della coppia cogenitoriale. Fin quando un genitore – anche il più bravo e il più esperto – pensa e parla come se il rapporto con il figlio fosse migliore di quello che l’altro coniuge ha con il ragazzo, il figlio non farà passi avanti. Credo che uno dei fallimenti della tecnica dell’holding con bambini dello spettro autistico sia stato la focalizzazione errata sul rapporto madre/figlio, escludendo il padre. Il livello di eccitazione di energia dei bambini è una variabile dipendente dalla struttura rigida, flessibile o assente rappresentata dalla funzione-Personalità cogenitoriale.

Giovanni Salonia, Danza delle sedie e danza dei pronomi. Terapia gestaltica familiare, ed. Il Pozzo di Giacobbe, Trapani 2017, pagg. 63-64



mercoledì 13 dicembre 2017

Abele non parla, è il suo sangue che grida…



Forse, per comprendere la violenza, invece di invocare innate spinte di morte è meglio chiedersi se non esistano delle premesse più o meno implicite che fanno da humus al germe della violenza. Amy Chua ha recentemente parlato del tempo presente come «Età dell’odio», nata dal contrasto tra la possibilità di accedere al potere decisionale data a tutti e il possesso delle ricchezze rimasto nelle mani di pochi. Non ci si può illudere di mantenere la pace nel pianeta con logiche di dominio economico imperialistico, che creano o mantengano i popoli in posizioni subalterne. Come accade in ogni vita di gruppo, non c’è vero accordo fin quando tutte le obiezioni non sono emerse e sono state rispettate da tutto il gruppo. Allo stesso modo, l’umanità non può pensare di avere risolto i problemi dell’odio e della guerra solo attraverso un accordo di pochi, anche se potenti. Da tempo viene sottolineata l’importanza del principio-responsabilità (Jonas), secondo cui è urgente prendersi cura sin da ora delle generazioni future, sebbene queste non possano ancora far sentire la loro voce. Qualcuno ha detto che fin quando l’odio tra i popoli sarà più forte dell’amore per i figli le guerre non finiranno. Oggi, forse, diventa necessario non solo ascoltare ed accogliere la voce di chi sta male, ma «approssimarsi» (Cassano) all’alterità silenziosa, a quella che non ha gli strumenti o la possibilità di parlare. Abele non parla, è il suo sangue che grida.

Giovanni Salonia, Sulla Felicità e dintorni. Tra corpo, parola e tempo, Ed. Il Pozzo di Giacobbe, pag.119






giovedì 7 dicembre 2017

La corrispondenza voluta tra “bocca” e “bacio”…




Uno sguardo finale, per quel che concerne le forme sostantivali del libro, merita il campo semantico ad alta frequenza del “corpo” e delle sue differenti articolazioni. Anche a questo proposito iniziamo da qualche numero: «hand» torna 57 volte («hands» 21), «eyes» 39, «mouth» 29 («mouths» 7 e «kiss» 17), «arms» 19 (e «arm» 15), «heart» 18, «breast» 6. È impossibile condurre in questa sede un’analisi puntuale di un’area così centrale, folta e complessa, ma possiamo pur sempre trarre da uno sguardo di superficie, quale quello che ci siamo prefissati, alcune indicazioni importanti. Concentriamoci perciò sul nucleo altamente sensibile delle forme del «bacio» e della «bocca». Intanto perché c’è una corrispondenza voluta e inquietante tra la «bocca» in quanto organo del mangiare in senso puramente economico (i figli visti come «bocche da sfamare») e la «bocca» quale organon dell’amore mancato (dalla bocca di Mrs. Darling non esce il bacio che Wendy vorrebbe afferrare; ma nemmeno il marito cela fa a ottenerlo). Come a dire che dove la bocca è considerataanzitutto sul piano dell’utile e dell’economico, il suo versante affettivo soffre e si riduce fino a incepparsi.
Ma se la notte Mrs. Darling sogna Peter, perché «she had seen him before in the faces of many women who have no children» e «he was very like Mrs. Darling kiss» (p. 12), allora Peter è il bacio non dato, non uscito dalla bocca della mamma di Wendy, della moglie di George: è la maternità non compiuta nella dedizione assoluta del corpo, nella consegna totale di sé, senza pudori e senza schermi; è il corpo non consegnato al marito-ragazzo, così da fargli sentire il calore del sesso di una donna amante che avrebbe potuto condurlo verso una statura adulta.


Antonio Sichera, Le venti parole di Peter Pan, in Giovanni Salonia (ed.), La vera storia di Peter Pan. Un bacio salva la vita. Cittadella Editrice - 1° Edizione Dicembre 2015, pagg. 56- 57



lunedì 4 dicembre 2017

La “verbalizzazione” di sentimenti attuali…

Oggetto della “verbalizzazione” devono essere in modo privilegiato gli stati emozionali attuali: che cosa sperimenta il partner nell’”hic et nunc” della relazione. Il passato e il futuro sono certamente importanti, ma non in quanto tali, bensì per il significato emozionale che rivestono nell’esperienza attuale della persona. Ad es., se un partner racconta della educazione rigida dei suoi genitori come causa delle sue attuali difficoltà, il partner che vuole essere empatico potrebbe rispondere: “sei arrabbiato con i tuoi genitori per l’educazione ricevuta e li senti responsabili delle tue difficoltà attuali”.  Un’altra categoria di tecniche d’ascolto comprende l’arte di porre domande. L’ascoltatore, perché interessato a comprendere fino in fondo il pensiero dell’altro o perché necessitato dal proprio ruolo a raccogliere determinate informazioni dell’emittente, è costretto a volte a porre domande. Questi interventi svolgono diverse funzioni: la funzione aggiuntiva, quando l’ascoltatore necessita o desidera un supplemento di informazioni; la funzione di precisazione, quando l’ascoltatore non ha capito bene il pensiero dell’altro; la funzione di estensione, quando si intende allargare la comunicazione a ulteriori tematiche.

Herbert Franta, Giovanni Salonia, Comunicazione interpersonale. Teoria e pratica, LAS - Roma, 8° ristampa, settembre 2008, pag. 76



giovedì 30 novembre 2017

…Non l’ho detto a nessuno…


Terzo anno di terapia
Pz.: C’è una cosa che non ho detto a nessuno…
Questa affermazione di Giada significa che non ne ha parlato con la madre (scelta di differenziazione) e che lo sta dicendo a me (dimostrazione di fiducia).
T.: Dimmi, ti ascolto.
Pz.: L’altro giorno parlavamo di andare al cinema con le amiche. Io quando faccio una cosa nuova, diversa, ho paura.
T.: Sì, è vero, Giada, quando fai una cosa nuova o una cosa diversa hai paura. Un po’ tutti hanno paura di fare cose nuove.
Pz.: Prima non era così.
T.: Sì, perché adesso stai facendo da sola, stai crescendo e questo a volte può fare paura.
Pz.: Io ho paura di stare male, che mi viene l’ansia forte.
T.: Se ti viene, poi se ne va! Ti è venuta?
Pz.: No, solo prima, ma al cinema no
Crescere fuori dalla confluenza della madre significa sentire cose nuove, anche sconosciute, a cui occorre dare un nome. Schiarendo la voce un giorno mi dice.
Pz.: L’altro giorno ho avuto l’ansia… non lo capisco perché.
T: RaccontaSai mi colpisce il fatto che hai schiarito la voce prima di iniziare a raccontare, anche l’altra volta lo hai fatto.
Lei sorride: sa di averlo fatto.


Valeria Conte, «Se ho paura di morire, posso morire?» La Gestalt Therapy con una Paziente con Linguaggio Borderline, in G. Salonia (ed.), La luna è fatta di formaggio. Terapeuti gestaltisti traducono il linguaggio borderline, Ed. Il pozzo di Giacobbe, pagg. 147-148